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Autore Discussione: Prologo  (Letto 6808 volte)
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alfredo_g
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« Risposta #8 inserito:: Marzo 13, 2008, 10:36:27 »

Sentimenti contrastanti
La sua prima impressione fu un certo disgusto per quella pelle ialina, una sorta di ancestrale disgusto per un qualcosa dall'aspetto cos� viscido
Poi, per�, fu come lentamente sopraffatto da quei riflessi che si inseguivano come in una sinuosa danza ad ogni movimento accennato
Sempre stando attento a non fare rumore cerc� una posizione pi� comoda per scrutare quella figura e cercare di capire
Capire cosa fosse, capire cosa significasse trovarsi l�...capire cosa fosse quella strana sensazione di deja-vu che si faceva strada nella sua coscienza.
La figura, intanto, stava lentamente perdendo la sua trasparenza. Come una sorta di muta al contrario la sua pelle (o almeno ci� che sarebbe dovuto essere tale) stava come inspessendosi. La sua lucidit� lasciava pian piano posto a riflessi meno freddi, meno indefiniti
Ma quando si pales� ai suoi occhi una donna dalla pelle bruna ed i capelli color ghiaccio; quando i suoi occhi si posarono su quel viso inatteso, su quei lineamenti il suo cuore smise per un attimo di battere, sopraffatto dal peso di un'illuminazione priva di senso ma non per questo meno esiziale per lui: Galah!
In una vita che forse non gli apparteneva pi� aveva conosciuto quella donna!
Ne ricordava il nome...adesso che l'aveva vista aveva anche l'assurda sensazione di sentirne netto il dolcissimo odore...
Ma null'altro si pales� alla sua mente
Nessun ricordo di loro due. Nessuna voce. Nessuna piccola scatola di ricordi si schiuse magicamente dinnanzi algi occhi della sua anima.
Decise di restare l�, "in contemplazione" gli venne quasi da dire, sperando che accadesse qualcosa in grado di fare chiarezza.
Ci� che accadde, tuttavia, non fece assolutamete chiarezza.
Alle sue spalle si ripet� quel sibilo, seguito, stavolta, da una serie di tonfi che non lasciavano adito a dubbi: erano passi in avvicinamento.
La creatura torno all'istante color cromo, sibil� nella sua direzione, quindi fugg� via con lastessa rapidit� con la quale il suo cuore percep� il pericolo che si approssimava alle sue spalle.
Rest� pietrificato. Se solo avesse avuto coscienza della sua vita passata (quella oramai cos� priva di senso) si sarebbe tranquillamente potuto paragonare ad un  tragico opossum che si finge morto in attesa del suo destino.
In un crescendo di echi e roboanti tonfi la vegetazione veniva squassata: pioggia e pericolo avanzavano verso di lui.
Come spesso accade l'attesa fu ben pi� significativa dell'evento: nel breve volgere di un battito di ciglia da dietro gli alti cespugli che l'avevano accolto per nasconderlo fuoriusc� una muta di creature terrificanti. Ma non erano l� per lui a quanto pare. Lo superarnono con un balzo inenarrabile e proseguirono nella direzione che Galah aveva tracciato per loro.
Tuttavia non pot� ben realizzare ci� che era appena successo: tutto il mondo intorno a lui ebbe un sussulto. L'infinito stesso si fece nero per un istante, quindi si ritrov� esattamente al punto di partenza, con le onde che gli carezzavano i piedi ed un gabbiano che appariva dal nulla con la recondita missione di deridere la sua neonata demenza.
« Ultima modifica: Febbraio 19, 2009, 07:25:26 da Milena » Registrato
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« Risposta #9 inserito:: Marzo 15, 2008, 11:25:38 »

Un sogno o una visione?
Ma dove mai era capitato?
Mille domande si affollavano nella sua mente, le risposte erano introvabili...
Quel luogo non aveva nulla di reale, nulla di quella realt� che lui conosceva, era come se dovesse ricostruirsi tutto daccapo, compresa la sua identit�. Ripartire con le scoperte come un bimbo che si affaccia al mondo.
Il caldo si stava facendo insopportabile e quella patina incrostata di sabbia, che aveva addosso, non rendeva le sensazioni pi� piacevoli.
Davanti a lui il mare, o l'oceano, di chiss� quale mondo o quale dimensione...
Era caldo, calmo e decisamente invitante!
Si tuff� in acqua dopo un breve attimo di esitazione, pronto a chiss� quale altra stramberia potesse accadere che, come temeva, non tardo a manifestarsi.
Mentre era immobile nell'acqua a guardarsi intorno in attesa, ecco che un qualcosa guizz� alle spalle per reimmergersi subito dopo.
Non aveva potuto osservare cosa fosse,ma dal tonfo poteva supporre che le dimensioni erano quasi identiche alle sue.
Mentre si girava intorno cercando di scorgere almeno un'ombra a pelo d'acqua ecco che la creatura gli guizz� davanti.
Non poteva crederci! Quella creatura era emersa con un corpo decisamente di donna, occhi dello stesso colore dell'acqua e capelli color del sole d'agosto...ma quando si era rituffata si era come trasformata in met� delfino.
Una sirena!
Era la cosa che pi� assomigliava a quella creatura, ma le sirene non esistevano, o perlomeno non esistevano nel mondo da cui arrivava, ma qui...
Rimase stupito a bocca aperta mentre la sirena saltellava fuori e dentro l'acqua girandogli intorno, era come se lo invitasse a giocare con lei...
Riscoprendo il suo lato giocoso, la guard� "E va bene giochiamo!" le disse poco prima di tuffarsi e iniziare una danza giocosa fatta di immersioni, emersioni tuffi e spruzzi d'acqua.
« Ultima modifica: Febbraio 19, 2009, 07:25:44 da Milena » Registrato
alfredo_g
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« Risposta #10 inserito:: Marzo 16, 2008, 06:35:11 »

Avrebbe dovuto stupirsi del modo in cui anche lui riusciva a muversi nell'acqua. Avrebbe voluto stupirsi del fatto che l'aria arrivasse nei suoi pomoni...ma non riusciva pi� a seguire il filo della razionalit�.
Si avvilupp� e si rincorse con la creatura met� donna met� sogno; ne sfior� pelle e squame, capelli e scie...si fece accarezzare da quelle dita che mutavano colore e riflessi ad ogni istante e pens� addirittura di poter afferrare la cosa pi� vicina alla felicit�, ma qualcosa decise per lui.
Si erano fermati improvvisamente, i loro visi cos� vicini da potersi quasi toccare. Credette di vedere anche un sorriso disegnarsi per un istante su quelle labbra verdi come il mare che li avvolgeva, ma quel tremolio precedette di un frammento d'istante un grido reso ancor pi� sordo e rofondo dal mare.
Senza doversi voltare per capire lui percep� l'incipiente sopraggiungere di quelle orride creature, ma lei lo afferr� con dolcezza e reclam� la sua attenzione. Il suo volto adesso era quello di Galah che con gli occhi lo supplicava di ascoltare.
Vide una ridda di bolle d'aria fuoriuscirle dalla bocca, vide i suoi occhi tremare di paura, ma soprattutto non riusc� ad impedire che lei si voltasse e sparisse giusto nel momento in cui le creature gli furono addosso.
Il tutto dur� una manciata di caotici secondi. Pot� vedere le scie d'aria dissolversi intorno a lui e restituirlo ad un abisso che improvvisamente non lo riconobbe pi� come beneaccetto. Guard� in s�, ma la superficie (cos� chiara e scintillante) non poteva apparirgli pi� lontana. Improvvisamente realizz� che non era pi� in grado di respirare, che le leggi della fisica avevano intempestivamente preteso la loro egemonia.
Inizi� ad annaspare e a nuotare con grazia mille mille volte inferiore a quella avuta fino a non molte illusioni fa. Pi� aumentava la foga, pi� sentiva la cieca disperazione farsi largo. La sua mente inizi� ad andare in debito d'ossigeno ed i suoi occhi colorarono di rosso scuro il mondo circostante. Negli ultimi spasmi riusc� ad intavedere le sue mani protese verso quella membrana di luce che lo separava dall'aria.
Credette di essere giunto alla fine quando riapr� gli occhi e si ritrov� asciutto e confuso sulla spiaggia.
Intontito si concesse un sospiro e gett� la testa all'indietro per un istante e chiuse gli occhi. Subito rivide Galah che a pochi centimetri da lui spalancava la bocca per gridare. Di nuovo quel ribollire di bolle d'aria e l'eco delle creature che si faceva imponente.
L'unica differenza fu che stavolta le sue orecchie (o il suo cervello...inutile interrogarsi oltre su "chi") diedero un suono a quelle grida:
"Salvami!"
« Ultima modifica: Febbraio 19, 2009, 07:25:53 da Milena » Registrato
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« Risposta #11 inserito:: Marzo 17, 2008, 02:04:29 »

Qualcosa di scintillante attir� la sua attenzione, era un ciondolo, uno strano disegno blu e verde, lo raccolse e lo mise in tasca.
Da lontano un suono si faceva sempre pi� squillante alla sua destra, allungo la mano e alz� il ricevitore.
�Pronto..�
Disse quel pronto con la voce impastata e la testa confusa, era sulla spiaggia e diceva pronto? Ma ormai aveva smesso di meravigliarsi delle stranezze!
�Buongiorno signore, sveglia in camera�� click.
Rest� l� immobile con la cornetta del telefono in mano�la sveglia? Su un�isola deserta e piena si stramberie e creature irreali?
Apr� lentamente gli occhi; dalle ante socchiuse entrava un debole fascio di luce che filtrando attraverso le tende illuminava debolmente la stanza.
S�, la stanza. Era in una classica stanza, supponeva d�albergo, armadio, scrivania, sedia, televisione, letto�mancava il frigo bar.
Ma che ci faceva in una camera d�albergo?
Era solo stato tutto un sogno?
Si mise a sedere sul letto osservando i vestiti riposti con cura sulla sedia e il portafogli sulla scrivania; si alz� per prenderlo e qualcosa attir� la sua attenzione, qualcosa che penzolava dalla tasca dei pantaloni.
Una specie di cordicella che estrasse e che rivel� essere attaccata ad uno strano ciondolo blu e verde.
Allung� la mano verso il portafogli e ne estrasse la carta di identit�, ormai iniziava a chiedersi se fosse stato vittima di qualche strana droga assunta a sua insaputa, ma il ciondolo era reale  ed era l� nella sua mano.
Apr� la carta di identit� e lesse a voce bassa  le sue generalit��

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